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LA RINOPLASTICA PRIMARIA

La Rinoplastica Primaria Moderna è l’intervento chirurgico volto a migliorare la forma e l’aspetto del naso, armonizzandolo al resto del volto; eventuali difetti funzionali vengono corretti allo stesso tempo (Rinosettoplastica).

Ogni naso ha una combinazione di caratteristiche anatomiche che influenzano il risultato della chirurgia, quali lo spessore e la forma delle ossa e delle cartilagini, lo spessore e lo stato della cute.

Non esistono due nasi uguali, dunque i risultati della chirurgia nasale non saranno mai gli stessi;

e non esiste il naso perfetto: esiste piuttosto il naso che si armonizza perfettamente alle caratteristiche del vostro volto.

Ecco perché ogni intervento di Rinoplastica deve assolutamente essere adattato alle caratteristiche morfologiche del paziente, al fine di correggere le disarmonie del naso e donare un migliore equilibrio al viso, senza per questo stravolgerne l’identità.

RINOPLASTICA CHIUSA-CLASSICA

Per molti anni, nella Rinoplastica Classica (Rinoplastica Escissionale-Chiusa) l’eliminazione di parte del tessuto scheletrico (osteo – cartilagineo) è stato l’unico mezzo noto per modificare la forma e le dimensioni della piramide nasale. Tale tipologia d’intervento, avendo come unico strumento di rimodellamento/riduzione della piramide nasale l’asportazione di frammenti di cartilagine e di osso, ha prodotto generalmente dei nasi con una struttura debole che vanno più frequentemente incontro a deformazioni progressive negli anni.

E sebbene i risultati estetici siano stati generalmente poco definiti e frequentemente soggetti a deformità progressiva (e quindi poco prevedibili nel tempo), mancavano tecniche alternative d’intervento.

RINOPLASTICA APERTA-STRUTTURALE

Negli ultimi 15 anni, invece, una migliore comprensione anatomico-funzionale delle caratteristiche del naso e la conseguente utilizzazione di nuove tecniche chirurgiche, hanno cambiato l’approccio filosofico alla rinoplastica: il moderno concetto di rimodellamento-ristrutturazione della piramide nasale (Rinoplastica Aperta-Strutturale) ha così sostituito il vecchio approccio escissionale-riduttivo (Rinoplastica Escissionale-Chiusa).

Oggi lo stato dell’arte prevede l’utilizzo di raffinate tecniche che permettono di ottenere risultati estetici sempre migliori, ma la cui padronanza richiede la particolare dedizione di uno specialista in rinoplastica aperta strutturale.

La rimozione artistica, parsimoniosa, abile e giudiziosa dei tessuti scheletrici in eccesso, combinata all’applicazione – altrettanto abile e precisa – di innesti strutturali e all’utilizzo di punti di sutura di rimodellamento delle cartilagini, permette oggi di ottenere risultati più prevedibili, precisi e naturali; richiede però anni di apprendimento e maturazione delle tecniche.

Per questo motivo, l’intervento di rinoplastica è oggi ampiamente considerato come il più difficile tra tutte le procedure di chirurgia estetica.

Forse un modo più preciso per definire la Rinoplastica Moderna è: complessa procedura di riconfigurazione chirurgica della struttura nasale al fine di creare una piramide nasale di forma stabile, funzionale e gradevole.

Durante il suo percorso formativo in Francia ed in Brasile, il Dr. Ingallina ha appreso ambedue le tipologie d’intervento, applicandole selettivamente ai pazienti idonei.

Negli ultimi 15 anni, sempre più la Rinoplastica Aperta-Strutturale è divenuta l’intervento principe praticato dal Dr. Ingallina, oggi quasi esclusivamente utilizzato sulle sue pazienti (99% dei casi).

La sua lunga esperienza su oltre 1.000 rinoplastiche, gli ha permesso di affinare le più moderne e raffinate tecniche d’intervento.

Nel corso degli anni, il Dr. Ingallina ha imparato quanto sia importante ascoltare i suoi pazienti e capire quale sia il risultato atteso.

Nel corso della prima visita, attraverso l’analisi diretta del naso e della sua armonizzazione al resto del volto, la paziente in accordo con il Dr. Ingallina definisce quali siano i cambiamenti mirati da apportare.

Il progetto dell’operazione di rinoplastica è altresì eseguito sul materiale fotografico della paziente, mediante l’ausilio di programmi di simulazione al computer che permettono di mostrare le modifiche apportabili ed i risultati ottenibili.

Inoltre, poiché sono armonia ed equilibrio a rendere un volto gradevole, per conseguirli può rivelarsi utile associare l’intervento di rinoplastica ad un intervento di rimodellamento del mento (Mentoplastica) e/o di rimodellamento degli zigomi (Micro-Lipostruttura degli zigomi).

ANATOMIA DEL NASO

La forma, le dimensioni e la struttura del naso sono determinati dalle caratteristiche dell’impalcatura osteo-cartilaginea.

La corretta funzione è influenzata da un corretto posizionamento e forma del setto osteo-cartilagineo nasale

 

La forma e le dimensioni delle cartilagini alari determinano posizione forma e dimensioni della punta nasale

 

  

INTERVENTO CHIRURGICO DI RINOPLASTICA:

La durata dell’intervento chirurgico può variare, ma una rinoplastica aperta richiede di solito dai 120 ai 180 minuti.

Le incisioni cutanee vengono effettuate per i ¾ all’interno delle narici ed in minima parte sulla columella, non lasciando quindi alcuna cicatrice evidente. Solo in taluni casi si rendono necessarie delle piccole incisioni esterne alla base delle narici stesse per ridurne le dimensioni e la larghezza; tali cicatrici sono comunque di ottima qualità e risultano anch’esse generalmente invisibili.

RIDUZIONE ECCESSI OSTEOCARTILAGINEI

Si procede quindi alla riduzione degli eccessi ossei e cartilaginei (gibbo osteocartilagineo, cartilagini deviate del setto, cartilagini della punta ipertrofiche).

   

   

RIMODELLAMENTO DORSO E PUNTA NASALI

I segmenti ossei e cartilaginei residui vengono quindi rimodellati attraverso sottili suture interne, in modo da ottimizzare allo stesso tempo sia la forma, la simmetria e le dimensioni della piramide che la definizione della punta.

 

     

APPLICAZIONE INNESTI CARTILAGINEI

Si applicano quindi, nelle aree più deboli della piramide nasale, degli innesti cartilaginei autologhi allo scopo di creare una struttura solida e stabile nel tempo e di ulteriormente ottimizzarne forma e definizione.

    

Si procede infine alle suture cutanee, realizzate mediante sottilissimi fili riassorbibili che cadono spontaneamente dopo circa 7 – 10 giorni.

L’intervento di rinoplastica non è assolutamente doloroso. Nessun tampone interno viene utilizzato. Solo in caso di deviazione del setto nasale, vengono posizionati due splints in silicone all’interno delle narici; la loro presenza, così come la loro rimozione, non causa alcun dolore.

TIPO D’ANESTESIA:

La chirurgia plastica del naso viene normalmente eseguita in anestesia generale leggera o, in casi selezionati (chirurgia della sola punta), in anestesia locale.

POST-OPERATORIO:

La medicazione esterna è rimossa il giorno successivo l’intervento. Un gessetto di materiale termoplastico viene posto sul dorso nasale per circa 7 giorni. Serve a proteggervi ed a ridurre il gonfiore.

RISULTATI:

Naturalmente i miglioramenti apportati saranno immediatamente visibili, tuttavia occorrerà attendere qualche mese per apprezzare in maniera definitiva i risultati della rinoplastica. In tale intervallo di tempo, infatti, i tessuti riacquistano pienamente la morbidezza e l’elasticità naturali.

LA RINOPLASTICA SECONDARIA

L’impatto emotivo di una rinoplastica fallita (non riuscita) può essere devastante.

Anziché ottenere il tanto atteso miglioramento dell’aspetto del naso, il paziente rimane deluso e con un viso non familiare. L’impatto dell’intervento non riuscito sull’autostima è variabile, ma frequentemente l’imbarazzo, l’insicurezza che ne derivano, influenzano negativamente quasi ogni aspetto della vita quotidiana.

Invece di un naso dall’aspetto naturale e gradevole, una rinoplastica non riuscita può produrre un aspetto innaturale, goffo, artefatto e frequentemente il naso mal operato è decisamente meno accettato di quello originale.

Oltre alla deformità estetica iniziale, la destabilizzazione chirurgica dell’equilibrio della struttura osteo-cartilaginea e dei tessuti nasali spesso causa ulteriori deformità. Inoltre, alla lenta e progressiva distorsione dell’impalcatura osteo-cartilaginea nasale, indebolita dall’intervento chirurgico, solitamente corrisponde anche un deterioramento della funzione nasale.

In una rinoplastica secondaria di revisione, la maggior parte delle pazienti desidera generalmente ottenere un naso ancora più piccolo ma alle volte limiti tecnici, anatomici e tissutali non permettono di raggiungere i risultati richiesti.

Quindi, al fine di definire la fattibilità dell’intervento ed in modo da ottenere un risultato ritenuto soddisfacente dal paziente, è indispensabile comprendere quali e quanto realistiche siano le sue aspettative.

Nel corso degli anni, il Dr. Ingallina ha imparato quanto sia importante ascoltare i suoi pazienti durante le visite preoperatorie, sia nelle rinoplastiche primarie che ancor più in quelle secondarie di revisione e capire quale sia il risultato atteso.

Nel corso della prima visita, attraverso l’analisi diretta del naso e del suo rapporto con il resto del volto, la paziente in accordo con il Dr. Ingallina definisce quali siano i difetti residuati dal precedente intervento e quali siano i cambiamenti mirati da apportare al fine di ristabilire una corretta funzione ed una forma ottimale.

Il progetto dell’operazione di rinoplastica è altresì eseguito sul materiale fotografico della paziente, mediante l’ausilio di programmi di simulazione al computer che permettono di mostrare le modifiche apportabili ed i risultati ottenibili.

Anche se la correzione secondaria di un naso danneggiato chirurgicamente può apparentemente sembrare semplice, la sfida chirurgica e artistica è impegnativa; in genere molto più complessa rispetto alla rinoplastica primaria, in quanto la struttura del naso può essere stata compromessa ed il setto nasale precedentemente prelevato.

La rinoplastica secondaria è probabilmente uno dei più complessi ed impegnativi interventi di chirurgia estetica; il chirurgo deve essere esperto in un gran numero di diverse tecniche estetiche e ricostruttive.

L’utilizzo della rinoplastica aperta ha permesso al Dr. Ingallina di correggere negli ultimi 15 anni casi sempre più complessi già operati anche diverse volte da altri chirurghi; dei 1.000 interventi eseguiti circa il 40 % è costituito da rinoplastiche secondarie.

Frequentemente è indispensabile ricreare sottili e delicati componenti tridimensionali della struttura osteocartilaginea indebolita, collassata, deformata (o addirittura parzialmente assente) dal precedente intervento.

Ogni componente fabbricato deve possedere una simmetria speculare che imita la controparte opposta e la struttura finita deve essere allineata verticalmente per apparire visivamente “dritta”.

Una volta assemblata, l’intera struttura osteo-cartilaginea deve possedere una rigidità ed una solidità sufficienti a resistere alle forze di distorsione a lungo termine comunemente esercitate dalla cicatrizzazione della pelle e dei tessuti molli.

Importanti differenze tra la rinoplastica primaria (prima volta) e la rinoplastica di revisione (secondaria).

La rinoplastica di revisione richiede molto più tempo. A causa degli ostacoli posti dal tessuto cicatriziale e dell’aumento della complessità della chirurgia, i casi di revisione possono richiedere anche 4-5 ore di tempo operatorio totale.

La dissezione più difficile, la maggiore durata dell’intervento e la presenza di preesistenti danni ai tessuti, determinano anche a un periodo di recupero molto più lungo.

I pazienti con pelle sottile possono necessitare da 6 a 12 mesi, mentre i pazienti con pelle spessa o ispessita da cicatrici profonde, possono richiedere fino a due anni per risolvere tutte le manifestazioni di infiammazione.

La rinoplastica secondaria richiede quasi sempre l’uso di innesti costituiti da tessuto vivente, generalmente cartilagine, che viene prelevata dal corpo dello stesso paziente e poi utilizzata per sostituire i tessuti scheletrici mancanti o danneggiati.

Anche i pazienti che richiedono un naso più piccolo e più delicato possono richiedere l’uso d’innesti di cartilagine.

In relazione all’entità del danno, alle preferenze del chirurgo ed alla volontà del paziente, gli innesti di cartilagine possono essere prelavati da diverse sedi:

  1. Setto nasale (se non prelevato o traumatizzato nell’intervento precedente)
  2. Orecchie (conca)
  3. Coste (cartilagini costali)

LA RINOPLASTICA FUNZIONALE

Non è sufficiente un nuovo naso attraente. Deve anche funzionare correttamente.

Una Rinoplastica riuscita non sacrifica la funzione sull’altare della bellezza. Ottimizza ambedue!

La presenza di disturbi funzionali legati alla struttura anatomica del naso quali il collasso della valvola nasale interna e/o la deviazione settale possono e devono essere corretti durante un intervento di Rinoplastica Estetica.

Le immagini sono tratte dal libro Medicina e Chirurgia Estetica del Volto. Autore del capitolo sulla Rinoplastica Fabio Ingallina M.D.

L’incompetenza della valvola nasale interna, sia primaria che secondaria (conseguente ad un precedente intervento chirurgico)

è generalmente caratterizzata da una lassità e debolezza delle cartilagini triangolari che determina un collasso delle pareti laterali nel terzo medio del naso durante l’inspirazione.

L’utilizzo di innesti cartilaginei appropriati durante l’intervento chirurgico permette di creare ex novo (Rinoplastiche Primarie) o ricreare (Rinoplastiche Secondarie) una struttura solida che si opponga al collasso della parete laterale del naso durante l’inspirazione forzata.

 

La correzione della deviazione del setto nasale ha un duplice scopo estetico e funzionale:

1. ottimizza e bilancia il flusso in ambedue le cavità nasali

2. posiziona il setto, pilastro centrale della piramide nasale, nella sua posizione

mediana garantendo una corretta simmetria al naso

 

L’apposizione di innesti cartilaginei, (Spreader Grafts) e

l’utilizzo di punti di sutura di rimodellamento permette di correggere sia le

deviazioni intrinseche del setto che la posizione non correttamente centrata nel volto.

Tali correzioni possono essere praticate correttamente ed esaustivamente solo attraverso una Rinosettoplastica Aperta Strutturale.

LA RINOPLASTICA ETNICA

Sei orgogliosa delle tue origini, ma non del naso che ne hai ereditato?

Sia che disideri una impercettibile ottimizzazione che un cambiamento significativo del naso, oggi la rinoplastica etnica può aiutarti ad ottenere il risultato desiderato pur preservando l’armonia del volto

Sebbene di complessa e difficile definizione, il concetto di bellezza nasale, racchiude in sé alcuni attributi comuni a tutte le etnie e tipologie facciali quali: la simmetria, l’allineamento verticale e centrale nel volto fra gli occhi ed il rapporto armonico fra le varie dimensioni del naso.

Quando mancano queste caratteristiche condivise, un naso altrimenti bello diventa imperfetto e poco attraente, indipendentemente dall’etnia.

I nasi belli ed armonici non sono d’altro canto tutti uguali; al contrario sono disponibili in un’ampia varietà di forme e dimensioni.

Le facce attraenti tendono ad avere una struttura ossea coesa ed armonica, mentre un naso poco attraente di solito è in disaccordo con la struttura ossea circostante del viso.

In un volto attraente il naso si fonde in armonia con le caratteristiche facciali circostanti:

Un naso lungo e affusolato si adatta meglio a facce lunghe e sottili, mentre facce larghe e corte richiedono un naso più corto e più largo.

Una buona rinoplastica trasformerà l’architettura nasale esistente in un contorno più attraente che si armonizza con le caratteristiche circostanti – una trasformazione che richiede da parte del chirurgo non solo abilità chirurgica, ma anche abilità artistica e comprensione dell’armonia facciale.

Ad esempio la maggior parte dei nasi femminili è troppo piccola e delicata per le caratteristiche più spigolose e geometriche che caratterizzano il volto maschile.

Come per la compatibilità di genere, un naso attraente deve anche essere compatibile con la struttura ossea facciale circostante.

Il naso prevalente nel Nord Europa rappresenta una via di mezzo fra il naso largo e piatto da un lato e il naso stretto e gibboso dall’altro, costituisce un contorno nasale intermedio, generalmente compatibile con la maggior parte dei volti.

La chirurgia nasale cosmetica ha tradizionalmente cercato ricreare questo classico contorno nasale intermedio, e la stragrande maggioranza dei pazienti richiede ancora questa tipologia di risultato estetico.

Fino a pochi anni fa quindi, la rinoplastica cosmetica è stata eseguita prevalentemente su nasi con un dorso gibboso e una punta nasale moderatamente larga.

La chirurgia si è di conseguenza, a lungo, prevalentemente basata sulla rimozione di parte delle cartilagini e delle ossa (Rinoplastica chiusa di riduzione); poche tecniche chirurgiche erano disponibili per i nasi che non si adattavano alla forma anglosassone tipica.

La rinoplastica etnica è frequentemente caratterizzata da un’anatomia nasale molto diversa, inadatta alla correzione mediante le tradizionali tecniche di rinoplastica di riduzione chiusa.

La maggior parte dei pazienti con nasi larghi e piatti, con pelle spessa e cartilagini deboli (nasi in soggetti di origine africana, asiatica, mediterranea), a lungo considerati come inoperabili, possono oggi essere soddisfacentemente operati utilizzando le più moderne tecniche di Rinoplastica Aperta Strutturale.

L’utilizzo combinato di tradizionali tecniche di rinoplastica riduttiva con le più sofisticate e moderne tecniche di rimodellamento e/o incremento volumetrico mediante l’utilizzo d’innesti cartilaginei e punti di sutura è una condizione imprescindibile all’ottenimento di risultati esteticamente soddisfacenti e personalizzati in tali tipologie di naso.

Nella rinoplastica contemporanea, in realtà non sempre è indicato eliminare tutte le caratteristiche nasali etniche.

In effetti, per un numero crescente di pazienti, l’obiettivo di una rinoplastica è oggi quello di modificare la forma nasale mantenendo alcune o addirittura molte delle caratteristiche etniche originali.

Ad esempio, molti pazienti provenienti dai paesi africani ed asiatici, con naso largo e piatto non ricercano un restringimento ed un’elevazione eccessivi del dorso naso; anche perché a tali cambiamenti drammatici sono frequentemente associati disturbi respiratori secondari.

Allo stesso modo, pazienti con un naso slanciato, sottile a punta caduta, frequenti nei paesi mediterranei e medio orientali, spesso preferiscono evitare un abbassamento eccessivo del dorso nasale o una rotazione drammatica della punta.

Tali gruppi etnici presentano sfide anatomiche ed estetiche simili alla rinoplastica tradizionale di riduzione; coesistono però, in tali soggetti condizioni anatomico-funzionali complesse che richiedono frequentemente una rinoplastica aperta strutturale.

Per alcuni pazienti, la rinoplastica etnica significa evitare tecniche tradizionali aggressive per migliorare il naso preservandone il carattere etnico originale.

Per altri, la rinoplastica etnica significa utilizzare l’intero spettro delle tecniche di rinoplastica per eliminare le forti caratteristiche etniche e ottenere un classico contorno nasale europeo.

Indipendentemente dall’obiettivo cosmetico, la rinoplastica etnica richiede la conoscenza di una più ampia gamma di tecniche chirurgiche rispetto alla rinoplastica tradizionale e una sensibilità

artistico-estetica mirata a consigliare correttamente la paziente al fine di evitare risultati disarmonici se non alle volte disastrosi rispetto al volto.

Fortunatamente, con l’avvento dell’elaborazione delle immagini fotografiche al computer, le dimensioni e la forma del naso e le ripercussioni sull’armonia del volto possono essere facilmente valutati e discussi con la paziente. Persino le singole preferenze cosmetiche possono essere in tal modo valutate e discusse con maggiore precisione.

Il lungo e completo percorso formativo in Francia e Brasile e la successiva attività operatoria privata esercitata a Parigi ha permesso al Dr. Ingallina di acquisire altresì un’importante esperienza nel trattamento dei “Nasi Etnici”.